Sono sempre stata
affascinata dal mondo onirico, perché vivo una seconda esistenza
attraverso i sogni.
Ritengo che, proprio dal
mondo onirico, ho avuto degli insegnamenti preziosi e che solo dopo avere
imparato ad ascoltarli e capirli, ho tratto grandi vantaggi proprio dalle
loro interpretazioni.
Il mondo occidentale
dovrebbe essere più attento a quello che i sogni ci vogliono fare capire,
protagonisti di questo meraviglioso mondo così trascurato e
sottovalutato, che dovrebbe essere preso in considerazione per la sua
importanza, non solo, ma dedicandovi anche una materia di studio.
I sogni premonitori, non
facili da capire, se indicano delle situazioni negative che possono venire
rifiutati e dall’inconscio, come fossero argomenti che appaiono talmente
irreali. Anche alcune situazioni positive possono venire rifiutate, perché
il nostro inconscio non crede che si possano avverare quei desideri, a
lungo rincorsi, credendo impossibile la loro realizzazione.
Se in Occidente si
imparasse ad ascoltare, e soprattutto cercare di interpretare, anche
attraverso i simboli quello che la notte ci porta, probabilmente molte
situazioni, siano esse piacevoli che spiacevoli, potrebbero essere
affrontate in modo diverso ma soprattutto potremmo imparare a vivere al
meglio quelle situazioni negative e a goderne le gioie che portano quelle
positive.
Personalmente affermo e
considero il mondo dei sogni fantastico, bisognerebbe che ogni persona
imparasse a viverlo al meglio, desiderarlo ed imparare a cercare quelle
spiegazioni che i simboli ci vogliono indicare, così potremmo dare un
senso diverso anche alla vita.
Personalmente ho fatto
dei sogni, credo, molto significativi, due dei quali, desidero porli alla
Vostra attenzione:
<< “Mi trovavo seduta al
centro di una barca, ero vestita con una tunica nera lunga fino ai piedi.
Ai lati della barca vi erano degli uomini (mi pare 24, 12 per lato e con
la pelle olivastra) che remavano, silenziosi, coperti con un solo perizoma
e portavano occhialini, con le lenti scure, neri piccoli e tondi. Arrivati
in mezzo al mare, si sono fermati, hanno preso una scala di corda, che
sembrava si alzasse verso il Cielo, man mano che due di questi uomini si
mettevano al lato del gradino e così fino al termine di questa scala, al
termine della loro salita mi hanno invitata a salire. Quindi io salivo dal
centro di questi pioli con loro ai lati e sembrava mi difendessero da
eventuali pericoli, ogni gradino che facevo mi dava la sensazione di
trovarmi in un'altra dimensione. Giunta all’ultimo piolo mi sono trovata
in un piazzale meraviglioso, con un grande prato fiorito molto ordinato e
una Chiesa stupenda, sulla soglia ad accogliermi c’era un monaco, mi ha
preso per mano facendomi entrare in questa Chiesa (preciso che, se la
vedessi ora, riconoscerei quel posto). Il mio volto, ricordo, era come
estasiato da tanta bellezza e serenità, all’interno la Chiesa era tutto
un canto, un odore di incenso, vedevo molti Preti, Cardinali (almeno lo
deduco dai colori degli abiti, infatti, erano: bianchi, neri, e porpora);
la navata stupenda con affreschi di notevole pregio, quello che mi è più
rimasto impresso era nella cupola, che mi sembrava raffigurasse degli
Angeli che suonavano la tromba come fosse il giorno del giudizio.
All’interno, mi aspettava un Papa di aspetto robusto, con la Tiara, un
bastone, la barba bianca abbastanza lunga. Mi si è avvicinato e mi ha
detto: sono Papa Gregorio XII vieni con me, mi ha preso per mano per
aiutarmi a salire sul baldacchino con Lui al mio fianco, ci portarono così
a braccia sei, sembravano, Preti. La Chiesa era allietata dal suono
dell’organo e da canti sublimi, l’incenso e le candele erano uno
spettacolo beatificante, arrivati alla navata dell’altare ci hanno fatto
scendere, il Papa, sempre tenendomi la mano destra, mi ha fatto salire tre
gradini, l’altare era composto di due colonne, tovaglia bianca con
l’abside, sono stati intonati dei canti ancora più sublimi, mi ha fatto
sedere nella poltrona vicino a Lui mentre veniva celebrata una cerimonia.
Terminata la quale il Papa mi ha fatto alzare, inginocchiare di fronte
all’altare con le mani giunte, ha preso una spada (almeno mi sembrava
tale la forma, era quella forse un poco più grande), mi ha toccato prima
la spalla destra, poi la sinistra e poi la testa, a quel punto mi ha
detto: ora sei iniziata”. >>
Al
risveglio mi sembrava di essere ancora in quel posto di pace ed ho fatto
una certa fatica a rendermi conto che invece ero nel mio letto. Mi sono
sempre chiesta e ancora mi chiedo che cosa possa avere significato quel
sogno, anche se a distanza di anni credo di avere capito quello che voleva
dirmi. Ricordo che un mio Maestro, che oggi purtroppo non è più tra noi,
mi disse che avevo vissuto una iniziazione di una vita precedente e che
forse in questa vita si sarebbe ripetuta, anche se in un contesto diverso.
Un
altro sogno, che è stato significativo, è ancora questo:
<<
“Mi trovavo in una Chiesa con quattro uscite e quattro navate
completamente diverse le une dalle altre. Incuriosita, sono uscita da ogni
porta, ognuna di esse portava a quattro realtà completamente diverse:
A:
da una vedevo un pavimento a sassi con uomini a cavallo e donne vestite
come nel cinquecento;
B:
dall’altra notavo persone eleganti vestite in lungo, uomini con la
bombetta, auto antiche, alcune persone vendevano fiori e castagne sembrava
autunno inoltrato;
C:
all’esterno dell’altra uscita stava giungendo un funerale con la bara
portata a spalle, negozi con le saracinesche abbassate, case molto
eleganti;
D:
all’ultima invece si vedevano delle persone chiassose che sembrava
contestassero la religione.
Rientrata
nella Chiesa ho notato che ad ogni navata si celebrava una diversa
cerimonia. Quello che più mi ha colpito sono stati i quadri che erano in
ogni lato che rappresentavano i quattro Arcangeli”. >>
Di
questo sogno non mi sono mai data una spiegazione e ancora oggi sarei
contenta di saperne il significato, anche perché non ne ho avuto parte
attiva ma solo di spettatrice.
Quelli
che invece cerco di rifiutare sono i sogni premonitori, il motivo è che
so già, in particolare se negativi, che quel tipo di situazione che vedo
prima o poi si avvererà. Ora, dopo parecchio tempo e parecchi errori,
invece ho imparato a valutarli trasformandoli in positivo, infatti, se
sogno una brutta situazione che so che prima o poi si verificherà, cerco
di analizzare quale decisione o quale situazione devo modificare o
prendere affinché quanto sognato non si avveri.
Il sogno lo considero
come la mia vita parallela. Infatti, in essi o trovo quelle soluzioni
lavorative, quelle indicazioni relativamente a delle ricerche della mia
attività che spesso non trovo altrove.
Un tempo rifiutavo questi
tipi di messaggi, ora invece ho imparato ad ascoltarli e se una notte non
sogno mi mancano…
Concludendo, desidero
porre all’attenzione del Corpo Docente del Centro Studi Bhaktivedanta,
il desiderio futuro di potere studiare una materia specifica, oppure
conseguire la specializzazione relativa al mondo onirico, chissà che non
diventi anche una materia finalizzata ad un corso di Laurea!