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Ayurveda
A cura
di Giuliana Ghiandelli
INTRODUZIONE
L’Ayurveda, che
letteralmente significa “la scienza della vita”, è una disciplina
molto antica che a tutt’oggi viene praticata, le cui teorie e metodi
combinano l’ordinario con lo straordinario. L’ipotesi è che le sue
origini risalgano a circa 6000 anni fa, alcune prove deduttive confermano
questa ipotesi, mentre altri affermano che le sue origini risalgano a soli
3000 anni fa. Considerare l’Ayurveda come un metodo valido per il
raggiungimento del benessere e della salute, non è esagerato, anche se in
Occidente è stato riconosciuto molto più tardi. L’Ayurveda discende
dalle tradizioni di antichi sapienti indiani, Rsi, che grazie alla
loro illuminata conoscenza, hanno la capacità di sapere distinguere tutti
gli aspetti della vita, per poterla vivere mantenendo una salute ottimale
e longeva. In Occidente è stata riconosciuta più tardi, a causa
dell’ambiguità di forma del contenuto, che ha caratterizzato la storia
e lo sviluppo. Infatti, gli Occidentali hanno sovente assegnato ai
concetti Orientali, proprio per il loro contenuto, una certa ambiguità,
tanto da sembrare non realistico e persino fantasioso. I principali valori
Ayurvedici, sono i concetti di: Sattva e di Dharma.
Sattva, nel suo
termine sanscrito, si riferisce alla realizzazione della propria vita, ai
più alti livelli di purezza, equilibrio, armonia.
Dharma, nel suo
termine sanscrito, spiega che il soggetto deve riconoscersi attraverso
l’assunzione delle responsabilità e imparare a farsi carico della
propria vita, sia nel mondo che nella legittimità dell’Universo.
Nel VI Secolo a.C., dalla
tradizione Buddhista fino all’Induismo, la parola Dharma si riferisce al
corpus di raccolta di insegnamenti, di una vita illuminata di saggezza, si
tratta di attributi del Buddha, che è uno dei più celebri maestri
dell’Ayurveda. Un famoso medico buddhista vissuto nel II Secolo d.C. che
fu uno dei Maestri più celebri dell’Ayurveda, introdusse la
farmacologia basata sui minerali “Iatro chimica”, che grazie ai
suoi notevoli contributi ancora oggi è un simbolo dell’Ayurveda. L’Ayurveda
è molto di più di una medicina Indiana, infatti abbraccia completamente
gli aspetti della vita, sia che ci si trovi in salute che di malattie. Il
monismo è determinato nell’Ayurveda, infatti si concentra interamente
sull’uomo e sul significato globale della sua esistenza nel mondo. L’Ayurveda
permette di delineare uno stile di vita, al fine di sviluppare al meglio
le capacità e possibilità personali, i semi principali sono l’autoindagine
e l’autocomprensione, in questo modo il soggetto sarà il solo
responsabile delle proprie azioni, questo è un atteggiamento di
grandissima importanza perché consente di assumersi completamente la
responsabilità del proprio benessere. Quello che ne consegue, nei
rapporti interpersonali e sociali, è che nella convinzione di soddisfare
il proprio Dharma, doveri e osservanze, porta beneficio anche agli altri.
Inoltre, l’Ayurveda concepisce il mondo circostante come: gli animali,
le stagioni, i minerali ecc. Questi li considera come qualcosa da
rispettare sotto tutti i punti di vista, al fine di promuovere il
benessere. L’obiettivo principale dell’Ayurveda, è quello di
consentire il cambiamento e la trasformazione personale, sia in senso
fisico che fisiologico. I paragoni tra la medicina Occidentale e l’Ayurveda,
sono utili per dimostrare la similitudine e le differenze, in quanto sia
le strategie che le questioni legate alla malattia, sono i problemi
fondamentali. Analizziamo le differenze fra le due medicine:
- La Medicina Occidentale ottiene la diagnosi
attraverso il metodo scientifico.
- L’Ayurveda ha un approccio naturalistico.
L’Ayurveda nei suoi
obiettivi, ha quello di mantenere una salute eccellente, attraverso quelle
cure quotidiane che hanno un carattere preventivo.
Il soggetto sarà così
concepito:
- Un essere biopsicospirituale equilibrato e completo,
si trova quando: il soggetto si sforzerà di mantenere sane abitudini
quali: attività fisica, dieta, allenamento mentale; atteggiamenti che
si dovranno modificare a seconda della stagione al fine si ottenere
un’alta qualità della vita.
L’Ayurveda favorisce
l’armonia, infatti grazie alla terapia preventiva, cura le propensioni
agli impercettibili squilibri sottili e le invitabili diatesi verso la
stessa malattia, tanto che si è fermamente convinti che il soggetto ha
una innata capacità di curarsi da solo.
Mentre gli Occidentali
curano individualmente ogni malattia, l’Ayurveda cura le condizioni di
instabilità e malessere, cioè quelle inclinazioni negative che solo con
il tempo si potrebbero sviluppare in vere e proprie patologie. La diagnosi
attraverso l’Ayurveda è “vicino all’esperienza” considerando il
Pratyaksa, cioè la conoscenza diretta di ogni singolo soggetto attraverso
la comprensione percettiva multisensoriale. La malattia e il malessere si
intendono come squilibri funzionali, che organicamente si originano con il
passare del tempo, fin dal momento che interagisce con l’ambiente. L’Ayurveda,
tende principalmente al mantenimento della salute, più che alla cura
della malattia. Si fonde infatti sullo stile di vita, la dieta per
migliorare la qualità della vita stessa; tenendo controllate quelle
propensioni sottili, che potrebbero sfociare in vero e propria malattia.
Da tutto ciò si determina che la qualità della vita è essenziale. L’Ayurveda
costituisce una scelta non adatta a coloro che precludono gli approcci
naturali, spirituali e soprattutto orientati alla consapevolezza. Infatti,
questi sono metodi che richiedono impegno motivato, perseveranza, bisogna
assumere anche un ruolo attivo nelle questioni inerenti la salute, ma
soprattutto al modo di vivere in generale. Le parti inscindibili dell’Ayurveda
sono: coscienza e spiritualità. Alcuni soggetti però preferiscono
concentrarsi solo sugli aspetti psicologici, che sono una componente
inseparabile, mentre altri preferiscono scegliere le tecniche mediche.
L’Ayurveda, non è solo la conciliazione con i punti di vista della
salute, filosofia, religione; offre inoltre un più ampio orizzonte
mentale e una condizione di benessere fisico, così sarà permesso avere
maggiore destrezza e sensibilità in alcuni momenti di vita siano essi
relativi ai rapporti sociali, che alla carriera ecc.
| Le sezioni dell’Ayurveda, Asthanga Ayurveda, sono
otto:
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| 1. Kayacikitsa |
Medicina Interna |
| 2. Salyatantra |
Chirurgia |
| 3. Salakya Tanta |
Otorinolaringologia e Oftalmologia |
| 4. Kaumarabbrtya |
Ostetricia, Ginecologia, Pediatria |
| 5. Agadatantra |
Tossicologia |
| 6. Bhutavidya |
Psichiatria |
| 7. Rasayana |
Medicina del ringiovanimento |
| 8. Vajikarana |
Medicina riproduttiva e afrodisiaca |
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