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Felsa Cisl, ora i lavoratori “non
standard” hanno una voce sola
MERCATO DEL LAVORO
di Giuseppe Gagliano
Dal 15 ottobre ha iniziato ad operare ufficialmente la
Felsa-Cisl (Federazione Lavoratori Somministrati Autonomi ed Atipici), nata
dalla decisione della Cisl di accorpare l'Alai e il Clacs. Quali sono le
finalità e le battaglie sindacali che questa nuova realtà cislina intende
portare avanti? Conquiste ne ha parlato con il Segretario Generale, Ivan
Guizzardi.
Segretario, in questi giorni è partita questa
nuova realtà, con quali orizzonti?
Siamo partiti il 15 ottobre. La Felsa nasce dalla messa
in comune di Alai e Clacs anche attraverso il contributo dei sindacati e
delle associazioni professionali aderenti. Con questa decisione della
Confederazione si è voluto aprire una riflessione rispetto alle diverse aree
del lavoro che sono coinvolte, dare voce al mondo dei lavori non standard:
somministrati, collaborazioni coordinate, partite iva e il lavoro autonomo.
Si tratta, quindi, di un'iniziativa che resta
nel solco dell'ottica cislina, quella di guardare alle tutele di tutti i
lavori...
Esattamente tenendo presente che, in uno scenario post
crisi, quella delle partite iva può essere una scelta, mentre per alcuni
anche rappresentare una forma di occupazione o rioccupazione. Con la Felsa
si riafferma l'attenzione della Cisl nei confronti del mondo del lavoro
attraverso un approccio non ideologico, ma legato alla necessità di dare
risposte ai bisogni delle persone
Avete pensato di mettere in campo tutta una
serie di nuovi servizi...
Certamente, in un contesto come questo dove non c'è lo
strumento della bilateralità, l'obbiettivo della Cisl è quello di costruire,
sulle partite iva e le collaborazioni in genere, un modello analogo.
Pensiamo, ad esempio, ad un sostegno forte dal punto di vista dei servizi
fiscali, la costituzione di un fondo sanitario integrativo e una forte
azione a sostegno del reddito.
Il modello di riferimento resta quello
partecipativo...
Indubbiamente,il modello che abbiamo in mente ha una
forma partecipata, con risorse che arrivano dagli iscritti e il
coinvolgimento di risorse pubbliche per azioni di sostegno sanitario e
assistenziale più adeguate, rispetto a dei lavoratori che ne risultano
invece spesso scoperti.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro,
quali sono i provvedimenti più urgenti che la Felsa auspica?
Da questo punto di vista, per noi è fondamentale
allargare i requisiti per l'accesso agli ammortizzatori sociali, aprendo il
meccanismo dell'una tantum a collaboratori co.co.co e partite iva. I
requisiti di accesso devono essere ampliati anche alle persone che hanno
lavorato e versato meno di tre mesi di contribuzione nella gestione separata
Inps, e non solo a chi ha un unico contratto, ma anche a chi ha avuto più
contratti a progetto e che avendo perso il lavoro si trova senza reddito.
Prossimi appuntamenti?
A febbraio faremo un convegno per
parlare delle iniziative della Felsa, in particolare rispetto al tema dello
Statuto dei Lavori, con l'intenzione di lanciare nel 2010 il fondo sanitario
integrativo dedicato a questi lavoratori.
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