Il karma

Giuliana Ghiandelli Consulting - Centro Studi Olistico

Il karma

Si impiegano una buona parte di energie nel generare il karma che generi piacere.

La battaglia è interiore, giacché due tipi di karma lottano fra loro per avere il dominio della mente:

  • 1. Karma che genera piacere
  • 2. Karma che genera dolore

È uno dei primi ostacoli da affrontare quando si deve controllare e contenere il karma; quindi, bisogna assumere una forma di distacco. Certo che non è saggio sentirsi feriti o arrabbiati, ma fa parte di molte personalità; poiché è messa in gioco l’emotività e a livello inconscio sia un’emozione di gioia o di tristezza non vanno mai prese decisioni quando entrano in gioco le emozioni poiché si è in una situazione di debolezza.

Il distacco serve per prendere le decisioni in modo chiaro e deciso. Evidenzio tre principi che se si osservano, migliorano la vita:

  • 1. Non mostrare un attaccamento eccessivo al piacere e al dolore. Più si cerca di ottenere qualcosa, più scappa via, se invece si cerca di ottenere qualcosa con calma, allora dura nel tempo. 
  • 2. Non rimanere attaccati al karma negativo. È chiaro che le difficoltà che rendono tristi sono tante ma sono proprio queste che aiutano a sviluppare la consapevolezza e la saggezza; ottenuto ciò si impara dall’abbondanza piuttosto che dalla mancanza.
  • 3. La vita ci riserva una lezione fondamentale: imparare il distacco. Il distacco non significa non volere bene, ma vivere le situazioni in modo più lucido ma in modo meno coinvolgente. Lo si può ottenere usando i Mantra.

Imparato ciò, si è in grado di affrontare qualsiasi situazione karmica ancora prima che si manifesti e si disporrà, quindi, di un piano di azione.

Il distacco si può ottenere anche attraverso il controllo del respiro, Pranayama. Non permettere che si espanda il karma quando si manifesta.Non si deve permettere di espandersi.

Sovente siamo proprio noi con i nostri pensieri a farlo espandere a macchia d’olio sia nella dimensione astrale sia fisica. 

Durata del karma

Secondo i diversi tipi di karma possiamo astrologicamente calcolare il periodo in cui un dato tipo di karma resterà inattivo, cioè l’intervallo che intercorre prima che si manifesti. Per la tradizione Indù si basa sui 100 anni. L’intervallo è determinato dividendo questi 100 anni per quella che è chiamata la volontà di non credere, un’espressione abbastanza interessante; infatti, la durata massima dell’inconsapevolezza entra nel calcolo astrologico. La durata massima d’inattività temporanea di un karma può arrivare a 3000 anni, un tempo chiamato “cortina” perché il karma rimane invisibile. Ciò significa che se si è creato un grosso aggregato di karma di una certa specie a causa della quale non si riesce a capire una determinata cosa, ci vorranno al massimo 3000 anni terrestri prima che quella specie o sottospecie di karma venga o neutralizzata o vissuta. Se c’è una passione e si manifesta come una specie di karma prima che la manifestazione abbia luogo, starà tranquilla per 3000 anni. Così si hanno 3000 anni di vantaggio, in cui si possono acquisire dati e saggezza per riuscire ad affrontare bene quel karma se e quando si manifesterà. Le follie che si fanno si possono non afferrare per ben 3000 anni. I saggi chiamano questo periodo d’inattività divina compassione, perché fra 3000 anni si è più preparati ad affrontare qualsiasi karma creato in passato o nel presente. Abbiamo già visto che la durata minima per creare un karma o lasciare la presa sull’impulso karmico è un muhurta, 48 minuti e il karma si smuove solo se si fanno per 48 minuti o meditazione o cerimonia o il lavoro sulla coscienza. La durata dell’incubazione del karma, quanto quella della manifestazione, dipende dal tenore mentale, dalla forza emotiva.

L’intensità del karma

Si conoscono quattro gradi principali d’intensità: 

  • * karma d’intensità massima, primo grado è prodotto da violente passioni emozionali che si vivono in questa vita. Anche tante piccole fastidiose irritazioni possono diventare una passione di primo grado. 
  • * karma d’intensità di secondo grado è il karma che ostacola la rinuncia, dura un anno.
  • * karma d’intensità di terzo grado sono quelle passioni che spingono a tenere un comportamento eccessivo; dura un mese.
  • * karma d’intensità di quarto grado è il più debole prodotto dalle passioni emozionali che durano un muhurta in conformità con la rotazione ascendente di 12 gradi su una carta astrologica; karma che dura 48 minuti.

Area di manifestazione del karma

Conoscere la durata e l’intensità del karma è importante ma è importante anche conoscere in che Chakra si può manifestare.

Si conoscono dei karma che hanno una durata determinata, ma storicamente sono considerati di meno intensità; fra questi il karma del Chakra di Marte, dura due anni (un karma violento che si manifesta negativamente, mentre al suo positivo permette all’energia di portare a termine le cose); il karma del Chakra di Giove, dura 12 anni (se si manifesta negativamente è il karma dell’avidità, mentre positivamente è quello del successo) e il karma del Chakra di Saturno dura 30 anni (se si manifesta negativamente è costrittivo, mentre se si manifesta positivamente è in grado di costruire qualsiasi cosa). Questi tre karma insieme alle principali passioni emozionali sono quelli che ostacolano la rinuncia.

(tratto dal mio libro Astrologia Karmica Evolutiva)

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