Segni zodiacali: Cancro

Giuliana Ghiandelli Consulting - Centro Studi Olistico

Segni zodiacali: Cancro

Oggi porto alla vostra attenzione il segno zodiacale del mese: il Cancro.

La spiegazione è della filosofia cabalistica molto diversa da quella che si analizza abitualmente.

Questa è una sintesi che, se volete, le spiegazioni in modo dettagliato vi riporto la mio libro “Segni zodiacali cabalistici e strutture della personalità”

Il Cancro, Sartan, è il quarto segno dello zodiaco. È introverso, ma anche ricco di fertilità. Il numero quattro in Cabala si collega ai quattro mondi: emanazione, creazione, formazione, azione. Il quattro è il numero della ricettività, dello spazio disponibile. Il segno del Cancro, il cui suo pianeta è la Luna è un segno femminile per eccellenza, è il luogo dove l’embrione di luce è ingoiato dalle profondità uterine.

Chi appartiene al segno del Cancro deve immergersi dalla luce alle tenebre, questo comporta un momento di panico ma il miracolo consiste nella sua testimonianza che la luce non solo non si perde ma feconda i misteri dell’invisibilità più profonda, poi a distanza di nove mesi rinasce più forte che mai e nuovo nel segno dell’Ariete.

Per descrivere al meglio le caratteristiche del segno del Cancro è l’episodio biblico relativo all’adorazione del Vitello d’Oro, Esodo 32.1/12 recita: il popolo vedendo che Mosè tardava a scendere dalla montagna, si affollò intorno ad Aronne e disse: facci un Dio che cammini alla nostra testa, perché a quel Mosè, l’uomo che ci ha fatto uscire dal paese d’Egitto, non sappiamo cosa sia accaduto.

Aronne rispose loro: togliete i pendenti d’oro che hanno agli orecchi le vostre mogli e le vostre figlie e portateli a me. Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. Egli li ricevette dalle loro mani e li fece fondere in una forma e ne ottenne un vitello di metallo fuso. Allora dissero: ecco il tuo Dio o Israele, colui che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto! Ciò vedendo Aronne costruì un altare davanti al vitello e proclamò: domani sarà festa in onore del Signore. Il giorno dopo si alzarono presto, offrirono olocausto e presentarono sacrifici di comunione. Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per divertirsi. Allora il Signore disse a Mosè: vai scendi perché il tuo popolo che hai fatto uscire dal paese d’Egitto si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo indicata! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto. Ecco il tuo Dio, Israele; colui che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto. Il Signore disse inoltre a Mosè: ho osservato questo popolo e ho visto che è un popolo dalla dura cervice. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga. Di te invece farò una grande nazione. Mosè, allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: perché Signore, divamperà la tua ira contro il tuo popolo, che tu hai fatto uscire dal paese d’Egitto con grande forza e con una mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: con malizia li hai fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. altra spiegazione dall’Esodo 32.25/28, poi nel Deutoronomio 9.9/12. L’adorazione del Vitello d’Oro durante l’Esodo dal popolo di Israele fu compiuta il giorno 17 del mese di Tamuz, che è il mese del Cancro. Si è letto nel versetto che Mosè era salito sul Monte Sinai quaranta giorni prima per ricevere da Dio le Tavolette della Torà, disse al suo popolo che sarebbe ritornato da 1 a 40 giorni, tralasciando nel calcolo il giorno stesso in cui era salito. Il popolo contò i giorni dal giorno della sua salita al Monte e poiché alla scadenza del quarantesimo giorno, mentre per Mosè era il trentanovesimo, allora pensò e immaginò che Mosè fosse morto, mentre lui sarebbe ridisceso il giorno dopo. Questo fu il motivo per cui il popolo si sentì abbandonato, allora decisero di cercarsi un’altra guida e chiesero ad Aronne di aiutarli e fu proprio Aronne a chiedere al popolo che gli fossero consegnati tutti i monili e i gioielli d’oro per costruire un idolo d’oro sotto forma di Vitello.

In questa prima fase emergono importanti caratteristiche del segno del Cancro una è il senso del tempo, l’impazienza non gli si addice al Cancro che con pazienza certosina aspetta fiducioso il suo compimento.

Dal punto di vista cabalistico è vivo il ricordo del buon comportamento delle donne in quell’occasione, perciò Dio le premiò con un giorno di festa ogni mese, il giorno del novilunio dove sono esentate da lavori non fondamentali, è la loro festa. Inoltre, ha una spiccata immaginazione ma deve imparare a usarla positivamente e non lasciare che prevalga la paura e l’insicurezza.

L’immaginazione è la radice della profezia! Da ciò si deduce che lo sbaglio che fece il popolo d’Israele nella storia del Vitello d’oro consiste nell’uso non corretto della potenza profetica.

Essendo Aronne un Sacerdote era suo compito mantenere il contatto col popolo ad ogni costo (vediamo spiegazione nei Numeri 17.16/26) quando Aronne morì lo piansero per trenta giorni, molto di più di qualsiasi altro capo di Israele.

Esempio perfetto d’amore ed attenzione che il segno del Cancro dimostra alle sue creature, i famigliari, la gente a cui si sente legato; l’amore del Cancro è anche più forte del senso di giustizia, inoltre, sostiene i suoi cari anche nell’errore.

È il segno della gestazione, quindi, sa quanto è preziosa una vita umana e non è disposto a sacrificarla per dei valori immaginari.

Il modello più semplice e completo per descrivere le fasi di passaggio dal dare e ricevere è nel segreto del Nome di Dio composto, appunto, di quattro lettere, Yud Hey Vav Hey.

La lettera ebraica che vale quattro è: Dalet che significa “povertà”. I tre livelli del Cancro sono: Sartan: Cancro; Sartan: Granchio; Sar Tet: il Principe del bene nascosto o il Principe delle Tet. La Tribù è Issacar